I borghi delle Cerbaie

Il vero intento di questa manifestazione non è certo il fomentare spirti agonistici o velocistici.
Quello che abbiamo in mente è una pubblicità all’intero poggio delle Cerbaie, che si può inserire all’interno delle cartine come un triangolo compreso tra gli estremi Pontedera, Chiesina Uzzanese e Fucecchio.

E sono proprio alcuni paesi del comune di Fucecchio i primi borghi attraversati dalla manifestazione: poco dopo il via ecco Galleno, poi attraversiamo Querce per dirigerci verso Massarella e Torre ed uscire dal comune fiorentino dopo aver toccato Ponte a Cappiano e Vedute.



Massarella
Torre
Ponte a Cappiano
Il padule di Fucecchio

Dopo aver raggiunto uno dei punti più alti della manifestazione, Poggio Adorno, si scende nella piana del valdarno inferiore e si pedala senza difficoltà altimetriche per diversi km, nei quali possiamo ammirare alla nostra destra il lato “aspro” dei colli delle Cerbaie. Molte sono le ville ed i paesi su cui buttare un occhio: il borgo di Montefalconi (che chi virerà per il corto attraverserà), Santa Maria a Monte che si erge davanti agli occhi, ed anche il borgo di Montecalvoli Alto.

Santa Maria a Monte
Montecalvoli

Da Ponte alla Navetta inizia il su e giù che accompagnerà le nostre membra fino alla conclusione del percorso. Si sale verso Santa Colomba, frazione e contrada bientinese, per poi scendere proprio verso Bientina, cittadina di recente espansione che è raccordo per le strade che virano verso la lucchesia attraversando il padule bonificato oppure le pendici dei monti pisani.
Un primo tratto “eroico” ci porta alle Quattro Strade, altra frazione e contrada bientinese, ma subito scendiamo verso le Fontine di Santa Maria a Monte e ci prepariamo alle fatiche più dure.

Il centro di Bientina
Le montagne alle spalle delle cerbaie

Le campagne di Santa Maria a Monte sono dure da digerire: via Cappelletto, via Melone, via Prataccio e via Pozzo  (le ultime 3solo per i lunghisti, e le ultime 2 con tratti “eroici”; dopo Cappelletto il medio torna verso Staffoli) sono 4 temibili strappi, che quasi non permettono neppure di godersi il panorama che si offre davanti ai nostri occhi. Certo, niente ci impedisce di rallentare e voltarsi per imprimersi nella testa queste immagini, ma occhio perchè le pendenze non scherzano!
Arrivati a Cerretti, il peggio è certamente passato, ma non dobbiamo rinfrancarci: una veloce discesa ci fa attraversare per qualche metro luoghi che definiremmo quasi inesplorati, non fosse per qualche casa qua e là.

Campagne delle cerbaie #01
Campagne delle cerbaie #02

L’attraversamento del borgo di Tavolaia con sorpresa (un’osservatorio astronomico in questi luoghi?!?) anticipa l’ultimo tratto di strada bianca, che taglia il padule ed apre un panorama mozzafiato che spazia dalla piana di Bientina ai monti pisani alle alpi Apuane alle Pizzorne per concludersi nel borgo antico di Pianore, spesso luogo di molte manifestazioni.

Il padule di Bientina
I monti pisani dalle Cerbaie

Il finale torna ad essere impegnativo perchè prima ci dirigiamo verso il borgo di Montefalconi, ma prima di imboccarlo svoltiamo e scendiamo a valle per andare a compiere l’ultimo sforzo: salire Poggio Adorno, che osserviamo maestoso mostrare alla piana le bellezze della Villa Vettori Bargagli che superiamo appena finita l’ascesa.

In cima a Poggio Adorno la villa più bella delle Cerbaie

I pochi km che mancano all’arrivo (uguali per tutti i percorsi) sono un breve rollercoaster nella campagna staffolese, il giusto nonsochè che invoglia a chiedere una mestolata di spaghetti in più, una volta arrivati.
Perchè nessuno nega che il ciclismo è fatica, ma sottolineiamo che è anche divertimento e (sopratutto!) recupero delle enerie in compagnia di tanti amici.

Gnam!

Le terribili cronotabelle!

Dopo qualche giorno di silenzio, servito a me per poter seguire tutta la burocrazia che riguarda l’organizzazione di manifestazioni del genere,aggiorno il sito inserendo una chicca che mi è costata parecchio tempo e che quindi spero apprezzerete a pieno.

Si tratta di una cronotabella di tutti i percorsi che ha inserita al suo interno elevazione, luoghi, strade, kilometraggio, e vari tempi di percorrenza a medie “cicloturistiche”.

Godetevele!

Clicca qui per scaricare le Cronotabelle!

Settore Sterrato #04: le Pianore!

E’ il settore che più mi piace, perchè più lungo e più vicino a casa. Sin da quando ero piccolo non ho mai mancato di passare da queste strade bianche, che se ben conosciute possono portare dalle Quattro Strade a Orentano nel giro di pochi minuti.
E poi la mia sorellona si è sposata alla chiesetta delle Pianore, quindi c’è anche valore affettivo!

Ma veniamo al settore: dopo aver sceso Cerretti ed aver montato lo strappo di Tavolaia, si svolta proprio per andare incontro al paesello famoso per il suo osservatorio astronomico.

Pochi metri dopo, una breve discesa ed una curva, con la quale inizia lo sterrato: chiedo solo un minimo di attenzione nell’approcciarla, poi non ci saranno problemi.

Eccoci finalmente: 600 metri di strada bianca con 2 ponticini ed una svolta a destra, per poi approcciare un breve strappo.

Pochi metri nell’ombra, ed ecco il borgo, con la villa e la chiesetta che anticipano un lungo viale alberato pianeggiante che riporta verso l’arrivo (per chi fa il medio, per i lunghisti c’è ancora qualche km di asfalto!).

Cioè, ci passano tranquillamente le macchine; di cosa possiamo aver paura?
Si saluto con l’altimetria del tratto: a presto!

Settore Sterrato #03: il Pozzo!

E’ quello che io definisco “un divertimento”.

Dopo aver salito il Prataccio, ed esser scesi a Ponticelli, ecco subito l’altro sterrato importante.
Sono 1200 metri di salita completamente bianca, che sono pronto a scommettere piaceranno a tutti!

Il primo rettilineo, una volta superate alcune case ed alcuni metri di asfalto vecchio, è il tratto più impegnativo, pendenze tra il 7 ed il 10%, ma il fondo stradale non tradisce.

Con il primo dei due tornanti in sequenza (il secondo è 50 metri più avanti) le pendenze si addolciscono, e si entra nel borgo vero e proprio.

Poi una serie di rettilinei, intervallati da curve dolci, salgono senza mai impensierirci fino alla cima, dalla quale si gode un bel panorama del valdarno inferiore.

E per finire ecco la foto del termine dell’ascesa condita di altimetria della stessa. Non vi facciamo mancare niente!

E speriamo davvero che tutto questo sia servito a qualcosa!

Settore Sterrato #02: il Prataccio!

Poco dopo lo sterato delle Quattro Strade ci sarà il bivio dei percorsi medio e lungo.

Chi seguirà il lungo dovrà affrontare, all’altezza del km 80 o poco più, il muro più duro della manifestazione: via di Prataccio.
Si tratta di 1 km circa di salita, si parte  dai 17 metri dell’imbocco ai 110 dello sbocco, quindi pendenza media del 10% scarso.
I primi 300 metri (altimetria qui sotto) sono asfaltati, con pendenze che non scendono mai sotto il 10%, per poi calmarsi poco prima dell’imbocco dello sterrato.

Una semicurva a sinistra ed eccoli, i 350 metri di strada sterrata che raccordano inizio e fine salita.

A parte l’erbetta nel centro, strada veramente bella ed aggiungo molto facile, al contrario dei 300 metri precedenti (ecco l’altimetria del tratto sterrato ed alcune foto panoramiche).

Superato questo ostacolo, ecco la parte più dura: l’asfalto ricomincia, le pendenze tornano sopra al 15% per poter scollinare nel punto più alto di Santa Maria a Monte (ecco foto ed altimetria dell’ultimo tratto).





Ed anche questa fatica è finita, nell’attesa di affrontare il Pozzo e le Pianore!

Settore Sterrato #01: il Ghinghero!

Poco dopo Bientina, e dopo 65 km di pedalata per chi svolterà verso i percorsi medio e lungo, ecco il primo settore sterrato. Sono 700 metri di strada bianca, in ottime condizioni, che salgono alle Quattro Strade di Bientina da una via secondaria.

Alleghiamo foto ed altimetria con pendenze.

Alla prossima con il secondo settore sterrato, valido solo per il lungo, ovvero il Prataccio!

Lo sterrato!

Come avrete letto, nella manifestazione che proponiamo sono inseriti 4 settori sterrati per chi seguirà il percorso lungo e 2 per chi seguirà il medio.
Naturalmente se le condizioni del tempo fossero sfavorevoli o la sede stradale subisse deterioramenti nei prossimi mesi ci prendiamo la libertà di togliere alcuni o tutti i settori.

Nei prossimi giorni inseriremo nel dettaglio i 4 settori con altimetrie e planimetrie speciali, nel frattempo li elenchiamo:

Settore #01 (medio e lungo) – Il ghinghero: si imbocca dalla strada che conduce da Bientina alle Quattro Strade. Prima di salire verso le Quattro Strade si svolta a destra in via “Lungo Poggio Superiore”, per poi imboccare la strada bianca posta sulla destra dopo 1 km.
Tipo di sterrato: strada bianca in salita, ottime condizioni
Lunghezza del tratto: 600 metri
Pendenza media: 5%

Settore #02 (medio e lungo) – Le Pianore: si imboccano dopo aver superato il borgo di Tavolaia. Tratto più lungo, ma molto abbordabile. Dovranno solo essere affrontate 2 curve a 90°, ma non ci sono pericoli. Brevissimo tratto in salita a metà tratto.
Tipo di sterrato: strada bianca pianeggiante, ottime condizioni
Lunghezza del tratto: 2500 metri

Settore #03 (lungo) – Il Prataccio: si prende dalla strada sottomonte che da Montecalvoli basso porta a Santa Maria a Monte. Si imbocca via del Prataccio, salita asfaltata sia all’inizio che alla fine, ma con un breve tratto sterrato al centro.
Tipo di sterrato: strada di campagna, buone condizioni ma qualche buchetta.
Lunghezza del tratto: 400 metri
Pendenza media: 4%

Settore #04 (lungo) – Il pozzo: la salita che potrbbe diventare il clou di questa manifestazione, se piacerà. Dalla via sottomonte tra Ponticelli e Montefalconi la si trova facilmente, in questa strada c’è un famoso agriturismo.
Tipo di sterrato: strada di campagna, buone condizioni ma qualche buchetta e qualche sasso sui lati nel tratto finale.
Lunghezza del tratto: 1100 metri
Pendenza media: 7%

Considerazioni

Avendo ormai svelato i tre percorsi, vorrei avvisare e tranquillizzare chi leggerà queste pagine.

Nonostante vengano attraversati più volte gli stessi paesi, vi assicuriamo che solo in una occasione passerete dalla solita strada: ci siamo impegnati per farvi vivere appieno le varie sfaccettature di queste collinette sorprendenti.

Inoltre le strade che verranno percorse saranno spesso secondarie, ma essendo una cicloturistica c’è sempre e comunque l’obbligo di rispettare in toto il codice della strada.
Nelle svolte a sinistra si aspetterano le auto in senso opposto, ai segnali di stop ci si fermerà, laddove inseriremo cartelli che indicheranno pericoli più o meno generici dovrà essere prestata molta attenzione.

Questo perchè noi abbiamo fatto molto per darvi un percorso intrigante e pieno di spunti, ma non vogliamo che facciate di questo nostro lavoro pieno di passione una preoccupazione inutile.

Infine, piccola nota su altimetrie e planimetrie: non sono completamente fedeli, alcune strade non sono segnalate sul sito che ho utilizzato per crearle e quindi ci potrebbe essere una discrepanza di circa 1-2 km e 50-60 mt di dislivello.

Per qualsiasi domanda, appunto, consiglio, e quant’altro, potete scrivere a alessandro.botrini@tin.it

Percorso lungo!

E passiamo al percorso principe, quello che secondo i nostri piani renderà pieno merito alle colline delle cerbaie, con i 2 strappi in strada bianca che faranno sudare le proverbiali 7 camicie ai partenti.
Iniziamo con planimetria ed altimetria.

PLANIMETRIA
ALTIMETRIA
La grossa differenza con il medio riguarda il tratto dopo la salita di via Cappelletto: nel medio si svolta verso Cerretti, mentre il lungo va a prendersi il bello delle cerbaie.
Prima si scende verso le Quattro Strade di Bientina, poi si risale da via di Melone verso Santa Maria a Monte. Ma prima di arrivare al paese si cambia direzione, destinazione Montecalvoli. Finita la discesa, tratto sottocolle fino a via di Prataccio, primo dei 2 totem di giornata: salita durissima quando asfaltata, e semplice nei 300 metri sterrati che la inframezzano.
Discesa attraverso Santa Maria a Monte e Ponticelli, per poi svoltare ancora sottocolle ed andare a soffrire le pene dell’inferno nella via del Pozzo, 1200 metri quasi totalmente sterrati che riportano a Cerretti, dove il percorso si ricongiunge con il medio.
Nel finale, prima di arrivare a Staffoli, il lungo svolta verso Montefalconi, 3 km di falsopiano in salita e poi ultima discesa, per andare a prendere la salita finale, quel Poggio Adorno teatro di un campionato italiano professionisti nel 2004. In cima si gira per Staffoli e dopo gli ultimi km di saliscendi in campagna ecco il meritato arrivo!

Percorso medio!

Andiamo ad affrontare le difficoltà relative al percorso medio, ma prima godiamoci planimetria ed altimetria.

PLANIMETRIA

ALTIMETRIA


Il percorso medio, fino alla provinciale ai piedi di Montefalcone, ricalca esattamente il corto.
Nel proseguo vengono affrontati 10 km circa di strada pèianeggiante che accompagnano i ciclisti al primo ristoro, posto al ristorante Oasi al Lago a San Donato, frazione di Santa Maria a Monte.
Si ritorna a salire verso Santa Colomba una volta superato Ponte alla Navetta. In cima alla salita svolta a sinistra e si approccia la zona industriale di Bientina, dalla quale si uscirà per risalire alle Quattro Strade.
Piccola curiosità: non si salirà dalla strada classica, ma da una strada bianca di 700 metri circa all’interno del bosco, che siamo certi vi piavcerà parecchio.
In cima al poggio, discea verso le Fontine, poi ancora risalita verso Cerretti dalla terribile via Cappelletto, pendenze a doppia cifra per circa 500 metri.
Una volta a Cerretti, ancora strade di campagna verso Tavolaia, e ancora strada bianca in località Pianore (con panorama mozzafiato sul padule di Biantina e sui Monti Pisani) prima di ritornare verso Staffoli e soffrire gli ultimi km di saliscendi come nel percorso corto.
Iniziano a sentire le gambe, a forza di strappi. Ma il panorama ai lati delle strade meriterà tutta quella fatica.
Crea il tuo sito web con WordPress.com
Crea il tuo sito