Considerazioni non ufficiali e di secondo piano (by Fabio/Plata)

È la prima volta che mi accingo a scrivere qui sul sito della GF, cosa che ha sempre fatto Alessandro fino ad ora. Mi permetto di buttare giù due righe prima che lo faccia lui, così che questo mio intervento scenda nella pagina quando lui pubblicherà qualcosa di più ufficiale, come un organizzatore sa ben fare.

Per quanto mi riguarda, il mio contributo alla riuscita della manifestazione è stato molto esiguo alla fine dei conti. È stato Alessandro, con una grandissima convinzione e determinazione, ad avere l’idea di portare nel nostro paese una prova di cicloturismo. Così come è stato lui a scegliere il percorso dopo decine di mattinate passate a provare strade nuove in questa zona così “insignificante” per molti, ma non per noi che ci abitiamo e che ci siamo nati. È riuscito a tirare fuori il massimo dall’intreccio di strade che percorrono queste colline, compiendo l’impresa di tracciare un percorso nel quale l’unica sovrapposizione, peraltro in senso contrario, è stata sul lungo all’altezza della salita di Poggio Adorno.
Ed è stato sempre lui che, nonostante critiche che personalmente mi hanno fatto più ridere che piangere, ha creduto fortemente nel tracciato ideato proteggendolo da scellerate modifiche che ne avrebbero alterato la bontà e la fisionomia geotopica.

Per tutto questo, ogni volta che mi sono sentito rivolgere dei complimenti ho messo le mani avanti ribadendo il fatto che il mio apporto è stato del tutto secondario e che i complimenti (e anche le critiche, umilmente, s’intende) andavano fatti a lui.
Poco avvezzo alle pratiche burocratiche e alla precisione, ho dato il mio supporto in quei lavori preparatori che più che pazienza richiedono resistenza, e sono stato felice nonostante il grande impegno degli ultimi giorni.

Domenica mattina ho avuto il privelegio di pedalare, al contrario di Ale, e di immergermi totalmente nella sua creatura: la GF delle Cerbaie, anche se per noi due resta il rammarico di non averla potuta chiamare “Giro delle Cerbaie”.
Nel “mio” gruppo, più che a tirare alla morte, abbiamo pensato a ridere, parlare e guardarci intorno, in linea con lo spirito della manifestazione. Per me è stato indubbiamente un giocare in casa, su strade che conoscevo a memoria e che mi hanno visto muovere le prime, stentate, pedalate. La prima parte del percorso soprattutto è stato un dejavu veramente piacevole, ripensando a quei tempi nemmeno troppo lontani in cui ogni piccolo strappo di queste zone era il mio “Mortirolo”.

Non posso nascondere di non aver avvertito alcun problema nel percorrere il complicato disegno di strade, conoscendole bene e avendo perdipiù frecciato il percorso! Se ci sono stati dei problemi riguardo alle frecce, appunto, non è totalmente per nostra colpa. Una corsa podistica a Bientina, qualche cartello caduto, qualche altro rubato e infine alcuni girati o “piallati” dai soliti imbecilli, muovono a nostra parziale discolpa per i disguidi che si sono creati. Da parte nostra, facciamo ammenda per aver mal segnalato alcuni punti critici e per aver messo le frecce non sempre nei punti migliori. Spero che possiate capire e che possiate perdonarci, abbuonandoci la più che genuina scusa che questa è stata per noi la prima volta di un impegno del genere.

Sono altresì veramente contento che qualsiasi persona che abbia sentito si sia espressa positivamente nei confronti delle zone, del percorso, dei panorami e soprattutto di avergli fatto conoscere delle zone delle quali conoscevano soltanto le arterie più trafficate e meno caratterizzanti. Gli sterrati non hanno creato, se non in un caso sporadico, problemi a nessuno e sono stato felice perchè io per primo avevo espresso dubbi sul tratto del Pozzo, che poi alla fine si è rivelato si tecnico, ma non certo impossibile. Vorrei inoltre sottolineare il fatto che al ristoro presente in cima al suddetto settore erano disponibili camere d’arie e una pompa per il gonfiaggio in caso di foratura. Fortunatamente non sono servite.

Per quanto riguarda la partecipazione, ci aspettavamo qualche presenza in più a dirla tutta. O meglio, non ci aspettavamo le pesanti defezioni di alcuni gruppi di solito ben numerosi e delle numerose preiscrizioni andate a vuoto. D’altronde capiamo anche la data poco felice, più indicata al picnic con al famiglia che non alla bici, ma devo però esprimere questo rammarico, soprattutto per tutte le iscrizioni mancate a causa delle dimenticanze dei tesserini. Per metterci alla guida ci dimentichiamo forse la patente? Il prossimo anno scriveremo a caratteri cubitali di portarlo.

Già… il prossimo anno. Nella speranza di poter riproporre l’evento, sono sicuro che da parte nostra (parlo al plurale perchè Alessandro è un cugino, un amico e una persona con la quale molto spesso mi intendo senza bisogno di parlare) cercheremo di mettere a frutto quanto seminato quest’anno. Cercheremo di imparare dagli errori correggendo il tiro in certe questioni, continuando però ad affrirvi un biglietto di prima classe per viaggiare su strade poco trafficate, magari alleggerendo il “tasso di difficoltà” dovuto alle tante svolte e deviazioni. Senza snaturarci però.

Infine i miei ringraziamenti alla mia Associazione: la Pro Loco Avis di Staffoli per averci dato questa bella possibilità ospitando la manifestazione e dando un grandissimo aiuto nella preparazione dell’evento. Ringrazio la mia ragazza, Sara, che, oltre che ad averci dato una mano, ha sopportato la mia “latitanza” di questi giorni infernali di preparazione. Come lei, pure la ragazza di Alessandro. E poi ringrazio Paolo, amico da una vita e sempre disponibile a dare più di una mano. I genitori di Sara per il fondamentale aiuto al ristoro e l’ilarità con la quale hanno accolto gli avventurosi lunghisti.
E infine un grazie ad Ale, perchè sulla salita dei Bechini ci sono nato e mai e poi mai mi sarei aspettato, un giorno, di poterci passare in una cicloturistica con arrivo all’amato Avis, perdipiù in compagnia di splendidi compagni di pedalate. Ringrazio anche loro, che un po’ per curiosità e un po’ per spirito “trittico” ci hanno fatto veramente tanto piacere per aver partecipato. Grazie a tutti ragazzi!

Fabio/Plata

I soliti problemi dell’ultima ora…

E’ un mettere le mani avanti che non mi piace ma a cui sono costretto.

Per chi domani mattina (si preannuncia tempo buono/variabile, pioggia no!) si infilasse nel percorso lungo devo dare questa raccomandazione:

la pioggia della notte scorsa ha ammollato un pò la strada bianca del  Pozzo, e nelle nostre frecciature del pomeriggio abbiamo trovato che nel tratto iniziale ed in quello finale si trovano una serie di passaggi abbastanza sconnessi, probabilmente dovuti ai trattori che solcano queste vie d’abitudine, e che probabilmente sono passati anche questa mattina.

Non abbiamo avuto il tempo materiale di trovare un’alternativa (credibile, indendiamo: alternative ce n’erano ma erano peggiori o non praticabili) quindi ci limitiamo ad avvertirvi (lo faremo anche domani mattina) ed a consigliarvi prudenza per quei pochi metri che ci dispiace definire “brutti”.

Sono poche centinaia di metri in 115 km di bellezze paesaggistiche, quindi vi preghiamo di non aver paura ma solo di avere prudenza 🙂

A domani mattina: vi accoglierò alle iscrizioni personalmente, quindi presentatevi!

Work in progress… quasi pronti!

A circa 20 ore dalla partenza, eccoci a darvi aggiornamento fotografico dei lavori in corso d’opera.

I supermercati DiMeglio hanno offerto i pacchi gara.
La sala del pasta party.
La zona dove verranno consegnati i pacchi gara e dove verranno stilate le classifiche.
La zona di partenza della manifestazione, ampiamente riempita di cartelloni pubblicitari.

Oggi pomeriggio frecceremo il percorso, e da domani mattina saremo pronti ad attendervi al banco delle iscrizioni.

A domani!!!!

Almost famous!

Quasi famosi.. eh già, perchè da stamani anche il sito della Gazzetta dello Sport parla di noi!

http://www.gazzetta.it/Ciclismo/11-04-2011/obiettivo-granfondo-80809917706.shtml

Ci trovate inseriti tra gli appuntamenti della settimana. Oh yeah!

Mille grazie a Fabio/plata che si è impegnato per farci arrivare anche sulle cyberpagine del quotidiano sportivo più letto d’Italia!

Auguri e ringraziamenti (facendo gli scongiuri)!

Il comitato organizzatore della GF delle Cerbaie coglie l’occasione di una comunicazione importante per augurarvi una felice domenica di pasqua ed un sereno e rilassante lunedì di pasquetta.

Ma veniamo alle notizie uggiose: dopo quasi un mese di tempo splendido, per questo weekend e per la prossima settimana è prevista variabilità del tempo, con possibilità di coperto o addirittura piogge per le giornate di venerdì e sabato prossimo.

Il cominato organizzatore, ringraziando quanti si sono messi in contatto con noi per avere info più dettagliate sulla manifestazione (facendoci realizzare che è stato creato un interesse importante per una manifestazione al primo anno di vita, e di questo siamo orgogliosi), assicura che in caso di problemi o di scarsa praticabilità dei tratti di strada bianca gli stessi verranno sostituiti con alternative asfaltate.

Inoltre assicuriamo che la manifestazione verrà rinviata a data da destinarsi solo in caso di maltempo tale da impedire la sicura partecipazione dei ciclisti.
Perchè il primo nostro interesse è farvi divertire, ma quello stesso divertimento non può prescindere da una sicurezza avvolgente.

Ad ogni modo, incrociando le dita….
Ci vediamo domenica a Staffoli!

Quel giro del nord del Belgio, che volge a tramontana…

Domenica scorsa si è svolta la 96esima edizione del Giro delle Fiandre, importantissima classica monumento emblema di questa nostra fantastica passione che è l’andare in bici.
Non parleremo di corsa, di campioni e di emozioni, di tattiche e di errori, ma faremo un paragone tra quell’antica follia ed il nostro nuovo evento del primo maggio (non abbiamo il pavè, ma dall’anno prossimo… però abbiamo lo sterrato!).

Il Giro delle Fiandre nasce nel 1913 per idea di un giornalista olandese, che immaginò una corsa che attraversasse tutte le località caratteristiche della regione. C’era la voglia di inventarsi qualcosa che fosse simile alla Parigi-Roubaix, ma al tempo stesso non disdegnasse il leit motive della Liegi-Bastogne-Liegi, le 2 corse più famose dell’epoca (e cavolo, non è cambiato niente!).
E quindi dopo la prima guerra mondiale ecco fare il loro ingresso i “muri”, questi brevi strappi in salita con fondi stradali impervi in acciottolato.

Una corsa che non manca di appassionare ed emozionare, ed il cui percorso così difficile ha permesso a pochi di risultare plurivittoriosi: solo in 4 hanno conquistato questa corsa per 3 volte, e solo uno di essi consecutivamente.
Fiorenzo Magni, toscano di Vaiano, tra il ’49 ed il ’51 diventò il “leone delle Fiandre”, così nominato perchè la bandiera della regione rappresenta un leone, e perchè unico non belga a vincere con tanta frequenza.

Ma veniamo al percorso di questa corsa:

Altimetria dell’edizione 2011.

Come potete vedere si tratta di una parte iniziale approssimativamente semplice (per quanto possa esser semplice correre di fronte al mare del Nord, con il vento che sferza e le strade che trattengono al suolo), per poi iniziare progressivamente ad incontrare ostacoli (non lunghi, ma fitti!) fino al finale incerto ed aperto a molte soluzioni.

Ma andiamo a fare il paragone con l’idea che è venuta a noi, che abitando nella piana del Valdarno non avevamo che queste collinette per immaginarci sulle montagne alpine o sugli strappi del Belgio.

Come quel giornalista olandese, anche noi volevamo promuovere il territorio, facendo modo che la corsa attraversasse tutti i comuni e tutte le frazioni della regione. Per questo i 6 comuni delle cerbaie (Calcinaia, Bientina, Santa Maria a Monte, Castelfranco di Sotto, Santa Croce sull’Arno e Fucecchio) sono tutti attraversati dal percorso, ed anzi per Fucecchio abbiamo attaversato anche alcuni borghi più “indigeni”.
Come quel giornalista volevamo però distinguerci dalle manifestazioni vicine (in questo caso la GF Michele Bartoli a cui ho partecipato 12 mesi fa, che si propone come piccolo fiandre ma che dopo aver provato il nostro percorso non vedrete più in quel modo, e questo lo diciamo con tutto il rispetto per la manifestazione e per l’atleta) ed abbiamo pensato non solo a fare un percorso labirintico e senza respiro, ma inserendoci anche alcune particolarità come gli sterrati (che in questo periodo sono tornati di gran moda e dei quali noi siamo estimatori da tempo, quando da bambini li facevamo in MTB) e gli strappi impegnativi.

Ma andiamo a vedere l’altimetria della nostra manifestazione:


Altimetria della nostra prima edizione.

Come anche nel Fiandre, non è l’altezza dei picchi a farsi notare, quanto invece la presenza costante e quasi maniacale di strappi, strappetti, strappettini e l’assenza di momenti di riposo (noi abbiamo circa 10 km poco prima di metà circuito).

Come nel Fiandre, in cui fanno bella mostra di se salite come l’Oude Kwaremont, il Paterberg, il Koppenberg (tutti nel giro di 15 km), e nel finale il Grammont (detto anche Muur-Kapelmuur in fiammingo), anche nella nostra manifestazione abbiamo i “muri” simbolo: Ghinghero, Cappelletto, Melone, Prataccio, Pozzo e Pianore, tutti in sequenza tra il km 65 e 90, che saranno ricchi di sofferenza ma anche di soddisfazione per chi li poterà a termine.

Come nel Fiandre, anche per noi è importante che sia il contorno a far innamorare i partecipanti, più che la corsa in se; perchè siamo convinti che la nostra manifestazione sia impegnativa ma rinfrancante, nervosa ma rilassante, difficoltosa ma affascinante.

Quindi vi aspettiamo il primo maggio a Staffoli, sperando che le nostre piccole strade vi divertano alla grande!

Memorial Rota 2011: VI GF Repubblica marinara pisana – 13 marzo, Pisa

Direttamente dal sito del Memorial Rota.

Sotto una pioggia insistente, ha preso il via regolarmente la VI G.F. della Repubblica Marinara Pisana. Dispiace che una giornata inclemente abbia rovinato una giornata di sano sport e abbia vanificato i grandi sforzi fatti degli organizzatori per mettere a punto tutto fin nei più piccoli dettagli. L’attesa era molta, infatti le preiscrizioni arrivate in segreteria entro sabato 12 erano circa 300, e molti altri corridori erano attesi dalle provincie toscane e non solo. Purtroppo la mattina sotto un acqua incessante, molti hanno deciso di non partire e sono stati 50 i ciclisti che hanno partecipato alla manifestazione, e ben 13 hanno percorso 117 km del percorso più lungo, visto che il percorso da 155 km era stato annullato per problemi di sicurezza.

Memorial Rota 2011: Trofeo Cambielli – 20 febbraio, Livorno

Direttamente dal sito del Memorial Rota.

Il prologo del 20 febbraio, pensato dagli organizzatori come una passerella, e ribattezzato come “1° NONCRONOMETRO a squadre“, si è svolto secondo le aspettative degli organizzatori, e tutte le squadre hanno avuto il loro spazio “televisivo”.
Parlando della kermesse, dobbiamo innanzitutto ringraziare le condizioni meteorologiche che hanno permesso il regolare svolgimento della prova.
Al via della manifestazione 16 squadre formate da un minimo di 8 cicloturisti. La prima squadra parte alle ore 9.00 seguita da un intervallo di cinque minuti dalla successiva. Ha aperto la manifestazione la squadra G.C. AAMPS #1 vincitrice della scorsa edizione e a seguire tutte le altre. Hanno preso il via 5 squadre G.C. AAMPS, 3 squadre MDABike, 2 squadre per Pol. Portammare e Pappiana Bike ed 1 squadra per Cral ASA, La Rotta, Pol. Omega e Pol. Sangiulianese.
La manifestazione si è svolta su un percorso molto bello, con due strappi: quello della Berte e del Piersanti, che hanno impegnato i ciclisti delle varie squadre a rimanere compatti fino all’arrivo. Dalle squadre partenti, possiamo in prima analisi notare che le squadre partecipanti, ad eccezione della Pol. Sangiulianese, sono le stesse che organizzano il Circuito ed avendo avuto un numero di partenti di 157 ciclisti, questo ci rende consapevoli delle nostre forze, in attesa che scendano in campo le squadre che non hanno raccolto la possibilità di partecipare alla kermesse di presentazione formando squadre miste o aggregandosi a squadre esistenti.
Erano presenti alla manifestazione MICHELE BARZAGLI presidente del comitato UISP di Livorno, MARIANELLI DINO Presidente Lega Ciclismo UISP di Pisa, LUCA DELLA CROCE direttore del punto vendita CAMBIELLI, sponsor del prologo e FRANCO BIGAZZI gestore della DEL CORSO SERVICE.
Prossimo appuntamento a Pisa il 13 marzo, prova valida per il Memorial Rota ma sopratutto per il Circuito Toscano di Cicloturismo.

Prova percorso 60 km

Stamani (domenica 3 aprile, ndr) alcuni ciclisti della Polisportiva Omega hanno “testato” il percorso da 60 km nella sua versione definitiva.

Partenza alle 9 circa da Staffoli, direzione Galleno e poi Gelsa, per imboccare via del Frullino con il primo scalino di giornata. Partenza veloce e rilassata fino alla prima asperità di giornata, lo strappo del lago Crocialoni. I 500 metri più duri sono filati via lisci, e quindi tutto tranquillo fino a dopo la discesa di Massarella, dove purtroppo uno dei nostri ha forato colpendo una pietra.

Lunga la sosta, perchè la prima camera d’aria di ricambio aveva la valvola rotta, e quindi persi oltre 30 minuti tra tutto. Infatti l’idea originale di fare il medio è stata abolita in favore del corto.

Risalita verso le Pinete da via Casabianca, seconda asperità di giornata, che a parte un paio di scalini non è difficile, e poi giù verso la Torre e Fucecchio.

Prima dell’arrivo la salita di Vedute (dal centro di Ponte a Cappiano), la discesa da Poggio Adorno verso la provinciale, e l’ascesa a Montefalcone con passaggio dal borgo e ritorno a Staffoli.

I commenti del gruppo sono stati positivi: qualcuno parlava di piccolo giro delle Fiandre, altri di percorso che stronca, qualcuno si è limitato ad un semplice “bel percorso”.

Domenica 17, con partenza dal semaforo sotto Montefalcone, riprenderemo da dove abbiamo lasciato, andando a scoprire la seconda parte della manifestazione (e qui credo che l’espressione “stronca” sarà riduttiva!).

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